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&

HIAMALAYAN EXPEDITION 31/10/2012 – 22/11/2012

 

L'intero percorso del trekking con partenza e arrivo da Lukla

 

Paolo, Diego, Dante, Silvano e sullo sfondo il Mera Peak

Ci siamo ritrovati in una Kathmandu ferma ai ns primi viaggi in Nepal, traffico e smog davvero intenso, strade dissestate, polvere, abitazioni fatiscenti, brulichio di persone in ogni dove, tutto come allora.

Una strada di Kathmandu alle prime ore del giorno

Poche ore da dedicare al recupero di materiale tecnico per l’ascenzione e in poco piu’ di trenta minuti voliamo a Lukla, piccolo centro nella regione del Kumbu e punto di partenza per trekking e spedizioni himalayane.

La partenza da Kathmandu per Lukla
L'atterraggio nel suggestivo Aeroporto di Lukla

Anche Lukla è cambiata ben poco, la vera grande differenza è rappresentata dalla pista dell’aeroporto, che un tempo non era asfaltata; ci siamo ritrovati in questa atmosfera, il tempo sembra essersi fermato, l’unica vera novità è rappresentata dall’energia elettrica, fornita da pannelli solari e i telefoni cellulari in mano a chiunque.

Guide e portatori preparano i materiali per il trekking

Attendiamo i ns bagagli, ricognizione con guide e portatori e via lungo il sentiero che ci porterà a Chutanga (mt. 3250) e successivamente a Kote, attraverso un passo a 4200 mt di quota. e dopo continui saliscendi piuttosto faticosi.

In cammino verso Chutanga

Incontriamo squadre di alpinisti di diverse nazionalità che vanno o ritornano dal Mera Peak, la ns meta; molti sono i portatori che carichi come muli affrontano questi impegnativi sentieri talvolta con attrezzature non appropriate. Sono loro i veri eroi delle spedizioni, senza il loro consistente supporto sarebbe difficile per chiunque raggiungere queste ambite vette.

Si risale il fiume Inku, dove incontriamo altre spedizioni

Risaliamo il fiume Inku al ridosso del quale si ergono cime innevate oltre settemila metri, dopo oltre sei ore scorgiamo Tangnang piccolo villaggio cosparso di abitazioni in pietra, ampi spazi dedicati all’unica possibile coltivazione, la patata e le tende multicolori di altrettante spedizioni.

Ci crogioliamo al sole in attesa di mangiare vegetables noodles (brodino vegetale con spaghettini) e dalbat (riso con passato di lenticchie) e al calar del sole chiusi nelle nostre tende per ripararsi dal freddo e attendere l’alba in una situazione di dormiveglia e innumerevoli sogni.

La tipica cena Nepalese con Dalbat e Lenticchie

“ In piena notte sono svegliato da brividi di freddo alla schiena, mi infilo una giacca di pile; quindi sono nel sacco a pelo per alte quote con un paio di calze pesanti, mutanda lunga di cotone, pantaloni di pile, maglia termica, gilet, giacca di pile, buff e cappellino di pile.”

Le variopinte tende di un gruppo di Giapponesi a Tangnang

Da Tangnang affrontiamo 700 metri di dislivello che in poco piu’ di due ore e mezzo ci portano a Kare, intorno ai 5000 metri di quota. Notiamo con stupore una notevole concentrazione di lodge e piccoli negozi che vendono dai generi alimentari alle attrezzature alpinistiche piu’ sofisticate.

Venticinque anni fa in questa zona non esisteva nulla, se non a quote basse, dove vivevano piccole comunità che trovavano sostentamento dall’allevamento di bestiame e dalle poche culture possibili.

Ora, in considerazione dello sviluppo del turismo d’alta quota, perlopiu’ verificatosi per lo spostamento degli obbiettivi che molti di noi si prefiggono, anche le popolazioni locali hanno spostato i loro, proponendo ai trekker non piu’ la loro cultura ma le loro merci!!

Nei nostri primi viaggi in Nepal, il tuo passaggio era un continuo e ricorrente Namaste e dalla curiosità dei locali che spesso ti circondava ad ogni tua azione, ora c’è molta indifferenza e l’interesse è legato unicamente al business che il tuo passaggio può produrre.

Un momento di relax prima di raggiungere Kare a quota 5000

L’acclimatamento prosegue supportati dal Diamox e da una sosta di riposo di un giorno, nel frattempo i portatori sono saliti a 5900 metri per allestire il campo alto.

Sono trascorsi otto giorni dal nostro arrivo, giornate intense, faticose ma sicuramente appagati dalla vista di tutto ciò che ci circonda.

I portatori ci accompagnano verso il Campo Alto a quota 5850

Meno appagati dal carosello che è stato organizzato intorno a questo turismo; lodge fino a 5000 metri, telefoni, illuminazione, solo i portatori sono sempre gli stessi, visi invecchiati dalla fatica, abbigliamenti inadeguati ma fortissimi come sempre!

Stasera vegetebles momo ( ravioli vegetali) e yak stek.

Siamo sul Mera La e sullo sfondo tra le nuvole l'Everest e Lotse

Lasciamo Kare all’alba per evitare la caduta di sassi che con il sole potrebbero scaricare e attraverso un percorso su neve e ghiaccio particolarmente faticoso giungiamo al campo alto, fa freddo, ci rinchiudiamo in tenda per recuperare le energie, non si chiude occhio.

In cammino da Kare verso l'High Camp

All’interno il termometro segna -2° la tenda è avvolta nel ghiaccio sembra un igloo; alle 02.00 iniziamo i preparativi per la salita, scarponi, ramponi, imbraco piccozza…. Tutto pronto, si parte verso la cima; termometro – 15° cazzo che freddo!!!

La notte ci avvolge in un torpore che rallenta la nostra andatura, non ci fa capire che stiamo congelando, avanziamo come automi per raggiungere con incoscienza quello che ci siamo prefissati.

Rientriamo al campo esausti, due ore di riposo per riprendere velocemente il cammino verso il basso dove l’aria è piu’ ossigenata e calda..

Riprendiamo il cammino verso l'Inku Walley

Nei giorni successivi percorriamo l’Inku Walley, costellata di laghetti glaciali, sovrastata ai lati da imponenti montagne e sullo sfondo Everest, Nupse, Lotse; spettacolo meraviglioso!

L'InKu Walley e il gruppo con l'Everest, Nupse e Lotse

Risaliamo l’Amphu Labsta (5800 mt) che divide la Inku Walley dalla valle del Kumbu, questo è il passaggio piu’ delicato dell’intero percorso. S i snoda su un ghiacciaio verticale dove non si riesce ad infilare nemmeno la picozza; giunti sulla sommità ci aspetta una parete ghiacciata piuttosto aerea da scendere in corda doppia.

L'Himku Pokhari ghiacciato, al centro il passo Amphu Labsta a 5845 mt

Oltrepassato questo passaggio, respiro di sollievo e finalmente rimaniamo estasiati dalla grandiosità delle vette che si ergono verso il cielo e l’immensità della valle.

In cammino verso Chutung, difronte a noi l'imponente gruppo dell'Everest

Arriviamo al villaggio di Chutung dopo 8.30 ore letteralmente sfiniti ma consapevoli che nei prossimi giorni entrando nella valle del Kumbu potremmo riposare in un lodge e magari farci una doccia, e si, perché sono trascorsi 15 giorni ma di lavarsi non se ne parla!!

Attraversiamo la Valle del Kumbu lasciandoci dietro l'Everest . . .

Nei giorni a seguire attraversiamo villaggi che all’epoca erano rappresentati da baracche in pietra; ora sono sorte Guest House che richiamano i trekkers con le loro offerte rappresentate da servizio internet, telefonia satellitare, oltre che servizi lodge e ristorazione.

Le strutture delle abitazioni ora sono decisamente piu’curate, con infissi colorati, e geometrie precise. All’esterno ombrelloni, sedie e tavoli in plastica!!

Anche i vecchi ponti tibetani sono sati sostituiti dai nuovi con parapetti e fondi di metallo.

I ponti tibetani, attraversarli è sempre una emozione

Il viottolo che annunciava l’arrivo a Tengboche è rimasto lo stesso, come la vecchia impietrata e le mandrie di yak e di trekkers che la percorrono.

Ci precedono a Tengboce i portatori e un fortunato in groppa all'asino

Anche l’atmosfera che si respira all’interno del monastero è la stessa di un tempo, non potevamo esimerci dal raccoglierci in preghiera con i monaci tibetani che all’alba del 16° giorno hanno salutato la ns partenza alla volta di Lukla.

L'interno del Monastero con i Monaci Tibetani raccolti in preghiera
L'arrivo a Lukla dopo 16 giorni di trekking

Dopo varie peripezie, dovute all’annullamento del ns volo , atterriamo a Mantala, 160 km da Kathmandu e da li attraverso un percorso piu’ faticoso dell’intero trekking dopo oltre 8 ore di strada dissestata, interruzioni, interminabili salite e discese arriviamo a destinazione catapultati nel traffico caotico, clacson, polvere, degrado della capitale..

L'arrivo nello scampagnato aeroporto di Mantala

 

Anche questo è Nepal!

 

 

DOBLE RACE DUE Gran Canaria 1/5 Febbraio

Non poteva capitare momento migliore per questa fuga a Gran Canaria; infatti abbiamo lasciato l’ Italia sommersa nella neve per volare in questa isola accettando l’ invito dell’ amico Andrea Eugeni che ci ha accolto e pianificato  un piacevole soggiorno per la partecipazione alla prima edizione della Dobleracedue.

Il gruppo misto di TAM e Cupraincamminata sulle Dune di Maspalomas a Gran Canaria

 

La Partenza della Duble Race Due da "Hipòdromo de El Doctoral" Gran Canaria
Un suggestivo passaggio sui sentieri verso Santa Lucia
Qui si continua a salire verso la zona dei laghi
Dopo la salita si riprende fiato con l'Oceano alle spalle

La gara svoltasi sabato 4 febbraio è una corsa in natura a coppie di atleti, nella quale il trailer ha percorso 32 km con 2000 mt. D+  e il biker 48 km con 1500 mt. D+.

Un passaggio in grotta tra le rocce vulcaniche
Anche gli atleti Biker hanno dato spettacolo
Silvano Sordoni 3° Assoluto che si complimenta con il vincitore della 1° Edizione della Doble Race Due
Dante Massari al traguardo di Santa Lucia 1° Assoluto coppie miste tra Trailer e Biker
Anche Paolo Profili taglia il traguardo in compagnia di un "Canarino"
Italo Campelli sotto il gonfiabile dell'arrivo dopo una bella prestazione

Scenario unico, particolare, che si snoda nel comprensorio di  Santa Lucia attraverso carrarecce e sentieri in un ambiente arido, lunare, e, comunque affascinante.

Il gemellaggio tra il gruppo TAM e Cupraincamminata

Dieci gli atleti italiani che insieme a quelli del gruppo Trailadventuremarche hanno ben figurato in questa prima edizione che ha visto oltre 150 unità al via.

Una parte del folto gruppo dei Sederisti prima della partenza da Santa Lucia
I Sendieristi partono da Santa Lucia e faranno ritorno dopo una camminata di 10 km, su di un percorso panoramico ma molto impegnativo
Alberto Cimarelli di "Cupraincamminata" Primo tra i Sendieristi a far ritorno a Santa Lucia

In concomitanza con la Dobleracedue, un percorso alternativo di 12 km nel quale si sono cimentati i walker di Cupraincamminata che  si sono avvicinati al mondo del trail ed hanno evidenziato le loro attitudini.

Il Gruppo si rilassa prima delle premiazioni
Silvano sul Podio 2° trai Master
Dante con Bettina Uhling sul gradino più alto tra le coppie miste Trailer & Biker

Il gemellaggio Trailadventuremarche&Cupraincamminata non si è limitato ai soli aspetti agonistici e sportivi, ma le giornate sono state totalmente dedicate all’esplorazione dell’ isola, ai suoi angoli suggestivi della parte centrale, alle frequentatissime coste, ai centri storici e alle cuoriosità che ogni paese può destare.

Le Dune di Maspalomas
La Spiaggia di Pasito Blanco a Gran Canaria
Un gradevole bagno tra le limpide acque di Pasito Blanco
E per finire non poteva mancare una cena in una locanda di Vecindario

Inoltre, bagni, sole, degustazioni……. non ci siamo fatti mancare proprio nulla!!

MARE&MONTI

 

L'altopiano di Castelluccio
La neve lavorata dal vento

Venerdì pomeriggio, dopo un’attenta verifica delle previsioni meteo, giro di telefonate ed eccoci a Castelluccio accolti da uno splendido sole, neve e una pungente temperatura che si farà ulteriormente sentire all’attacco di Forca di Presta, battuta spesso dal vento.

La salita verso il Vettoretto

Tuttavia, superato il primo impatto di freddo intenso, abbiamo proceduto con una buona andatura e particolare attenzione nel tratto piu’ esposto sotto il Vettoretto.

Il traverso subito dopo il Rifugio Zilioli battuto dal vento

Superato il quale, senza particolari problemi nel traverso fino al rifugio Zilioli, siamo giunti in cima.

Finalmente la Vetta

Nel frattempo la neve ha perso consistenza, il ghiaccio ha lasciato lo spazio ad un manto soffice che ci ha permesso , a tratti, di correre fino in fondo.

La Croce sente il peso degli anni e del vento
Al riparo dal vento sotto la croce piegata

Il gruppo compatto anche nella decisione di sostare al Ristorante del Capitano per un meritato ristoro e pianificare i prossimi impegni del giorno successivo al Conero e alla trasferta per la Doblerace di Gran Canaria.

Il panorama che si gode dalla cima del Vettore

Gran bella giornata!!!

Il folto gruppo di CUPRAINCAMMINATA pronti per l'escursione al Conero

Ancora meglio il giorno successivo, gemellaggio tra gli amici del gruppo TrailAdventureMarche e quelli di Cupraincamminata, corsi al Conero, attratti da questo angolo di paradiso, a due passi da casa che ci fa meravigliare ogni volta per gli splendidi scorci, colori e profumi.

Il sentiero che scende verso la Spiaggia dei Sassi Neri
Il Gruppo Cupraincamminata sulla spiaggi verso il Conero

Appagati dalla condivisione di questa attrazione e dall’atmosfera che ci ha accompagnati durante l’escursione, non ci ha fatto rimpiangere i nostri allenamenti che talvolta non ci fanno apprezzare appieno quello che ci circonda.

Verso la conclusione di una splendida giornata
Una parte del gruppo al Belvedere Nord

Quindi, consapevoli del nostro limite,  ci auguriamo di ripetere  questa bella esperienza.

 Sentiero del Centenario 18 Settembre 2011

L'intero tracciato del Centenario

Puoi vivere una bella avventura in montagna senza dover percorrere un migliaio di chilometri e provare comunque delle forte emozioni;

La partenza per Vado di Corno alle h. 03,00
Sky-line del Centenario alle prime luci dell'alba

questo è quanto capitato agli amici di Trail Adventure Marche, che, piazzate le tende a Vado di Corno, poco distante da Campo Imperatore, con partenza alle h. 03.00, hanno percorso il Sentiero del Centenario con estensione alla via dei Laghetti e Brancadoro.

Le creste verso il Monte Brancastello

Questo percorso, interamente in cresta,  con attraversamento delle cime del Monte Brancastello ( mt. 2385) Torri di Casanova (mt. 2362), Monte Infornace (mt. 2469) Monte Prena (mt. 2561) e Monte Camicia (mt. 2564) offre agli escursionisti esperti e ben allenati panorami mozzafiato ed emozionanti passaggi alpinistici.

La prima impegnativa ferrata sulle Torri di Casanova

 

Ancora un impegnativo passaggio sulle Torri per Dante e Diego

Per chi volesse cimentarsi su questo bellissimo itinerario, raccomandiamo di fare particolare attenzione nei tratti attrezzati  con funi e scalette metalliche nella parte centrale, tra le Torri di Casanova e il Monte Prena e ai segnavia, che, in particolare al buio, possono sfuggire alla vista.

Anche le ferrate del Monte Infornace non scherzano
Finalmente in cresta

Inoltre, non sottovalutare il notevole impegno fisico necessario per affrontare, in autosufficienza, la lunghezza  dell’intero percorso.

Consigliata una adeguata attrezzatura per ferrata.

Tempi medi di percorrenza 10 ore oltre alle soste e ad eventuali rallentamenti in caso di condizioni meteo avverse.

 

 

Le ultime fatiche dei nostri Amici,
per prepararsi al meglio al finale di Stagione

Ghiacciaio del Monte Bianco

ULTRA TRAIL MONTE BIANCO
166 km  9800 D+

Dopo la Abbot’s Way prosegue la preparazione di Dante in vista dell’UTMB il 26
agosto prossimo a Chamonix. quest’anno senza Paolo alla partenza  che ha dovuto
rinunciare per alcuni problemi fisici che ne ha rallentato la preparazione

nell’appennino tosco romagnolo e al Trail Glacier de Venoise  (72 Km 3800 mt
D+)  nelle alpi francesi; due prove non prive di difficoltà ma ottimi banchi di
prova in vista dell’ obbiettivo finale e comunque decisamente appaganti per la
straordinaria spettacolarità degli ambienti attraversati.

LAVAREDO ULTRA TRAIL
90 KM  5300D+
Ottima prestazione della nostra amica Alessandra Carlini che chiude in h. 13.21,01 e
seconda nella classifica femminile. Ale non delude!

Sfortunato l’esordio di Carlo nel panorama ultra, costretto al ritiro per una
brutta caduta. Conosciamo la grinta del nostro amico, lo rivedremo presto per
riprendersi la meritata rivincita.

TRAIL VALDIGNE
100 km  5300 D+

Sono partiti alla volta di Courmayeur per partecipare ad uno dei trail piu’
belli d’Italia, Ennio e Leonardo: collegandoci al sito per assistere alla
diretta della gara,  notevamo l’ottimo piazzamento di Ennio che proseguiva con
i ritmi dei top runners per arrendersi al 67° km e riunirsi al compagno fermo
dopo 25 km, probabilmente non hanno ben recuperato dalle gare
precedenti che  hanno sempre portate a termine con ottimi risultati.

T.A. CONERO TRAIL  SIROLO (ANCONA) 22 Maggio 2011

Domenica mattina si sono ritrovati oltre 50 atleti dediti al Trail Running,

 

Il folto gruppo alla partenza
provenienti dalle province limitrofe e d’oltre regione, per la prova definitiva del percorso gara del prossimo CONERO TRAIL che si disputerà il 30/10/2011.
Il gruppo ha percorso l’intero circuito che da Sirolo, dopo un prologo all’interno delle mura cittadine,

 

Passaggio in Piazzale Marino
scende nella spiaggia di san Michele

 

Il gruppo alla spiaggia di San Michele
e si inerpica su un panoramico sentiero circondato da ginestre, lecci e dalla tipica macchia mediterranea, per affacciarsi al belvedere sud sulla splendida spiaggia delle Due Sorelle, fino al Monastero di San Pietro.

 

Manuela e Gigi sul ripido sentiero
Belvedere sud, Dante e gli Amici di Jesi

Debutto nel trail da parte del gruppo G.S. Pieralisi di Iesi; nonostante alcuni infortuni sono rientrati tutti alla meta. Speriamo che l’esordio non sia stato troppo traumatico e quindi di rivederli presto insieme a noi lungo i sentieri marchigiani.

Ristoro e via verso il Belvedere Nord che si affaccia sulla Baia di Porto Novo a seguire Pian Grande, Poggio, Cava Nascosta, Pian Raggetti e di nuovo al Monastero di San Pietro per un confortante ristoro.

 

Gli atleti recuperano energie

Vogliamo ringraziare i gestori del Bar Conero, la famiglia Magnaterra, che ha messo a disposizione gli spazzi e le bibite per il gradito ristoro.

Si riparte per il ripido sentiero dietro il monastero fino alla spiaggia di San Michele per un bagno collettivo nelle splendide acque del Conero.

 

Atleti in ammollo
Il gruppo è rimasto affascinato da questo angolo di Paradiso e per l’unicità del percorso.
E’ raro per chi corre in montagna affacciarsi sul mare e rimanere storditi dai colori e dai profumi che solo il Parco del Conero può dare.
Carlo e Italo salgono verso Pian Grande
Spiaggia San Michele
Alcuni amici di Traiadventuremarche al SanBarTrail

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